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Destruction, dissolution e regeneration in

Women in Love di David Herbert Lawrence

di Maristella Foglia e  Marcello Corrente

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Cover di Destruction, dissolution e regeneration.jpg

 

16,00 Euro

con pre-pagamento 15% di sconto

13,50 Euro

 

Sinossi

 

Quest’opera si propone di studiare tre concetti paradigmatici che risaltano con particolare evidenza dalla trama narrativa di Women in Love (romanzo pubblicato da D. H. Lawrence nel 1920), ovvero il concetto di destruction, quello di dissolution e quello di regeneration. La destruction, associata alla fase cruciale del processo di industrializzazione inglese del primo Novecento e all’affermazione di modelli economici, politici e culturali che operarono una radicale trasformazione della società del tempo, viene identificata da Lawrence con lo sradicamento dei valori della sua generazione e di quella precedente in nome di un progresso apparente, che all’inizio l’industrializzazione sembrò effettivamente promettere, generando poi invece una grande delusione collettiva e una devastazione ambientale, o, per usare un’espressione estrema dell’autore, una vera e propria “death in life”, che coinvolse tutti quelli che finirono, consapevolmente o inconsapevolmente, nell’ingranaggio perverso e distruttivo della grande macchina industriale in cui si trasformò il sistema produttivo inglese di inizio secolo. La dissolution è intesa da Lawrence come un processo di frammentazione e di scomposizione metaforica dell’uomo, che attraverso la regressione, e quindi un ritorno alla vita istintiva e irrazionale delle società primitive, consente la sua rinascita spirituale e il recupero del proprio io. La regeneration costituisce, invece, il risultato finale dell’evoluzione dell’uomo moderno, che, rifiutandosi in partenza di farsi assimilare dal modello capitalistico-industriale della società contemporanea, perché lontano dal suo modo di sentire, e passando attraverso la dissolution, ritrova il suo equilibrio interiore nel lontano passato dell’umanità, e “riposiziona” la sua psiche in una dimensione superiore dell’esistenza, entrando in contatto con il flusso cosmico. I tre capitoli che compongono la struttura del saggio critico analizzano, altresì, il fenomeno dell’industrializzazione e gli effetti che esso produsse sul tessuto sociale e culturale dell’Inghilterra del primo Novecento; l’importanza del Primitivismo in chiave antropologica e l’influenza che esso esercitò sulla società moderna come cultura e come vision; la fondazione di una nuova religione anti-dogmatica e liberatoria, basata sul culto dell’eros come forza rigenerante per l’individuo; e infine la visione apocalittica che porta l’autore del romanzo ad auspicare la necessità di una rigenerazione integrale per l’umanità. Tali aspetti vengono ricondotti alla trama del romanzo e analizzati nella loro portata, prendendo come punto di partenza le vicende di due coppie di personaggi, emblematiche dei processi contrapposti di distruzione e di rigenerazione: la prima coppia, formata da Gudrun Brangwen e da Gerald Crich, propone la relazione tipica del tempo basata sul desiderio di possesso e sulla prevaricazione di un partner sull’altro, e finisce con l’essere irrimediabilmente segnata dalla forza negativa e devastante che essa genera; mentre la seconda coppia, formata da Ursula Brangwen (incarnazione di Frieda von Richthofen, moglie dello scrittore) e da Rupert Birkin (l’alter ego di Lawrence), è il paradigma di una relazione che riesce a evolvere in un contesto negativo, passando dalla dissolution alla regeneration col recupero del primitivo.

   Nell’analizzare questi aspetti non si è mancato di prendere inoltre in considerazione le opere di Lawrence con cui Women in Love ha dei forti agganci ideologici e culturali, come per esempio Sons and Lovers (1913) e Lady Chatterley’s Lover (1932) per quanto riguarda il tema della meccanizzazione dell’uomo e l’espansione dell’industrializzazione in forma incontrollata e devastante; il racconto simbolico, The Woman who rode Away  (1928), e i due “diari” di viaggio, Etruscan Places (1932) e Mornings in Mexico (1927), particolarmente utili a chiarire e ad approfondire il concetto di primitivismo; e, infine, The Book of Revelation. Apocalypse (1931), assai prezioso per illustrare i principi ispiratori di alcuni capitoli di Women in Love e i numerosi richiami intertestuali alla tradizione biblica e letteraria precedente sull’idea di una palingenesi del mondo.

 

 

 

Scheda bibliografica


Destruction, dissolution e regeneration in Women in Love di David  Herbert Lawrence / Maristella Foglia e Marcello Corrente. - Gorgonzola (MI) : La quercia fiorita, c2012. - 188 p. : 24 ill. ; 25 cm. - (Literary studies and intercultural perspectives ; 2)           ISBN 978-88-901779-5-8

 

Formato libro: 25,6 (h) x 18,5 (l) x 1,2 (p)

Copertina a colori, semirigida, lucida con aletta

 

 

 

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In prossima uscita
 

- I Cavalier poets. Un’inedita raccolta di composizioni poetiche scritte da B. Jonson,  T.  Carew, S. Godolphin, R. Herrick, R. Lovelace e J. Suckling; con testo a fronte, note esplicative e un saggio critico.

- La dama di maggio e i sonetti giovanili (Certaine Sonnets) di Philip Sidney. Questo libro offre un’edizione critica del primo dramma pastorale in prosa della letteratura inglese, che Sidney compose in omaggio alla regina Elisabetta, e la prima raccolta delle sue poesie pubblicate come “sundry new additions” insieme ad Astrophil and Stella nel 1591. Si tratta di trentadue componimenti composti in forma di sonetti, liriche, canzoni, etc.: non solo sonetti, dunque, come vorrebbe fare intendere il titolo, ma ben di più!

- Il lamento di una innamorata di William Shakespeare.

- Pamfilia al suo Amfilanto di Lady Mary Wroth, l’unica sonnet sequence d’amore del Rinascimento inglese scritta da una donna, pubblicata nel 1621 all’interno dell’opera maggiore della scrittrice, cioè Urania. I 48 sonetti che ne fanno parte contribuirono ad accrescere la sua fama di donna emancipata e controcorrente, poiché parlavano della storia d’amore di Pamfilia e del suo amante ramingo e avventuriero, a cui non voleva rinunciare. La pubblicazione di quest’opera e la sua immediata diffusione suscitarono un enorme scandalo, perché fu considerata (non senza qualche giustificazione) un roman à clef, cioè una storia che parlava di fatti veri, mantenendo una facciata di finzione letteraria.

- I poeti metafisici inglesi. Un’antologia letteraria  con i testi  delle più belle poesie della Scuola metafisica inglese scritte  da E. Benlowes, J. Cleveland, A. Cowley, R. Crashaw, J. Donne, G. Herbert, Herbert of Cherbury, H. King, A. Marvell, T. Traherne e H. Vaughan; con testo a fronte, note esplicative e un saggio critico.

- I quattro inni e il canto nuziale di Edmund Spenser. Questa pubblicazione propone per la prima volta in ambito italiano la traduzione dei quattro inni composti da Spenser in età matura sotto l’influenza del Neoplatonismo - ovvero An Hymne in Honour of Love, An Hymne in Honour of Beautie, An Hymne in Honour of Heavenly Love e An Hymne in Honour of Heavenly Beautie - e in più il Prothalamion, or a Spousal Verse, pubblicato nel 1596, tre anni prima della sua morte.

 


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